Secondo la legge italiana le sentenze di primo grado sono sempre impugnabili, anche se riguardano un ministro.
Non esistono cittadini di serie A e di serie B.
I potenti, Salvini compreso, non hanno più diritti delle altre persone.
Quando Meloni, Nordio e Piantedosi attaccano la procura di Palermo – mettendola nel mirino perché ha impugnato la sentenza di primo grado sul caso Salvini-Open Arms direttamente in Cassazione, con un ricorso per saltum – essi si collocano fuori dalle regole dello stato di diritto.
A Giorgia Meloni va ricordato che non c’è alcun “surreale accanimento” dei magistrati.
L’unica cosa surreale è la sua concezione orbanista e trumpista della democrazia. Le sue affermazioni sono gravi. Rappresentano un’aggressione al principio costituzionale di indipendenza e autonomia della magistratura.