Quali sono dal punto di vista dei cittadini i problemi della giustizia italiana?
1. I tempi dei processi (ancora troppo lunghi), legati alla complessità di certe procedure e alle pesanti carenze di personale amministrativo e magistratuale.
2. Gli errori giudiziari (ancora troppi).
3. L’emergenza carceri (uno scandalo disumano).
La Riforma Costituzionale Nordio portata avanti in solitaria dalla destra non è utile ad affrontare e risolvere nessuno di questi problemi.
La Riforma Nordio è semplicemente un attacco politico all’indipendenza della magistratura portato avanti in memoria di Silvio Berlusconi che iniziò il regolamento di conti contro la giustizia italiana trent’anni fa senza riuscire ad arrivare fino in fondo.
Si parla di natura “liberale” della Riforma Nordio. Questa è la barzelletta più grossa. Diversamente da quanto avviene con la già vigente separazione delle funzioni in regime di unità di carriera, non ha niente di liberale un provvedimento basato su nomine per sorteggio dei Csm e dell’Alta Corte Disciplinare e sulla trasformazione del pm in un “avvocato della polizia”, un superaccusatore senza contrappesi, del tutto autoreferenziale e subalterno alle scelte di caserme e questure nella gestione delle indagini. È un provvedimento illiberale perché riduce le garanzie e i diritti dei cittadini.
È un provvedimento iniquo perché aumenta il rischio di un sistema giudiziario amministrato con arbitrio, organizzato per sfavorire i più deboli e favorire i più forti.
A primavera sarà sottoposto a un referendum costituzionale senza quorum.
In quella circostanza dovremo fare il massimo affinché prevalgano i No. Stravolgere la Costituzione a colpi di maggioranza è già in sé un peccato politicamente mortale.